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[13 marzo 2005, articolo de "La Provincia", quotidiano di Sondrio]

Impianti "Btz": sono fuorilegge, ma sfuggono ai controlli
Una ventina, tra condomini, industrie e palazzi gli edifici che si riscaldano con l'olio pesante, ma la Provincia non lo sa.

Continua ad essere utilizzato nelle caldaie che un tempo andavano a nafta, nonostante sia stato dichiarato fuori legge da una delibera regionale e da un successivo pronunciamento del Tar. Pure il Consiglio di Stato, che ancora non é entrato nel merito del ricorso presentato da Assopetroli, ha però già dato ragione al Pirellone che lo ha messo al bando il 17 maggio del 2004.
Proprio per colpa del primo ricorso, si é persa l'occasione, e soprattutto il tempo necessario, per rinnovare questi impianti ormai datati, ritenuti corresponsabili dell'inquinamento dell'aria per le emissioni di polveri fini. Stando alla Regione, infatti, all'olio pesante si deve il 5% del totale delle emissioni nel periodo invernale, pari a 200 tonnellate di polveri sottili. "E' di gran lunga il combustibile più inquinante, dicono dalla Regione, sia per i valori di PM10 primario, che per l'anidride solforosa, i metalli pesanti, l'anidride carbonica e gli ossidi di azoto".
Di fatto, la sentenza del Tar che ha validato a tutti gli effetti il divieto imposto dal Pirellone (a partire dal primo ottobre scorso), é giunta agli utenti quando ormai gli impianti di riscaldamento erano stati attivati e così solo dalla prossima estate si potrà procedere alla sostituzione di bruciatori e caldaie.
Ma non é solo questo l'assurdo che si é venuto a creare a Sondrio, città che, come capoluogo di provincia, é finita, al pari delle aree cosiddette critiche, nell'elenco dei comuni in cui é vietato il Btz (utilizzabile, invece, senza problemi, nel resto di Valtellina e Valchiavenna). No, il vero problema é che questi impianti sfuggono di fatto ai controlli pubblici. L'amministrazione provinciale di Sondrio, infatti, non sa neppure che esistono, poiché nessuno li ha "denunciati" e quindi non sono stati censiti. Così, Palazzo Muzio, che da alcuni anni controlla caldaie di appartamenti, ville, condomini e industrie, non può nemmeno verificare se gli impianti di riscaldamento che ancora utilizzano l'olio pesante (una ventina a Sondrio tra condomini Aler, edifici pubblici e industrie) sono o meno rispettose dei parametri imposti dalla legge in fatto di polveri fini, biossidi di azoto e anidride solforosa.
"Se dovessimo apprendere dell'esistenza di questi impianti, spiegano dalla Provincia, saremmo costretti a valutare se applicare le sanzioni previste dalla legge che vanno da un minimo di 500 euro ad un massimo di 5000", sempre ammesso e non concesso che il proprietario di tali impianti non si sia già attivato per dimostrare che il suo bruciatore funziona rispettando i limiti imposti.
Controlli garantiti invece, per chi utilizza gasolio o metano. Sono migliaia le pratiche evase dalla Provincia dal 2001. Tanto per dare un'idea del lavoro svolto dall'ufficio preposto, ecco alcune cifre: a livello provinciale sono stati censiti 32.223 impianti termici divisi in quattro fasce di potenza. Di questi ne sono stati verificati 4.875 di cui 3.883 sono stati trovati a norma, mentre per gli altri 992 sono state elevate osservazioni (nella maggior parte dei casi é stata constatata l'assenza dle libretto di impianto). A Sondrio città, gli impianti censiti sono 4.166, a cui andrebbero aggiunti, come detto, tutti quelli che utilizzano il Btz, l'olio pesante a basso tenore di zolfo, venduto sul mercato (Iva esclusa) a 30 centesimi il chilogrammo, contro gli 88 del gasolio. Impossibile sapere da Palazzo Muzio se la Provincia intende attivarsi per le verifiche del caso (nonostante i reiterati tentativi con l'assessore competente non siamo proprio riusciti a parlargli), mentre dal gruppo dei commercianti combustibili liquidi, che annovera il Btz tra i prodotti in vendita, (anche se sempre più in calo), non mancano le dichiarazioni, tutt'altro che di rito: "L'aver messo fuori legge questi impianti, spiega Paolo Bellinzona, presidente provinciale della categoria, non risolve il problema. L'olio pesante viene prodotto comunque e quindi, se non verrà utilizzato, dove verrà smaltito? E soprattutto, come?"
Altro paradosso: la Regione Lombardia in passato ha previsto bandi di concorso riservando incentivi a chi manifestava la volontà di passare dal gasolio al metano. Ebbene, ai possessori di bruciatori Btz, nessuno darà una mano. Loro devono cambiare impianto. Punto e basta.

 
 
 

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